
DISTURBO ALIMENTARE E
IMMAGINE CORPOREA
Dispercezione corporea: quando lo specchio non racconta la verità
Molte persone pensano che chi soffre di un Disturbo del Comportamento Alimentare abbia semplicemente una scarsa autostima o una paura di ingrassare. In realtà, spesso il problema è molto più profondo: il cervello può arrivare a percepire il corpo in modo alterato.
La dispercezione corporea è la difficoltà a vedere e sentire il proprio corpo in maniera realistica. Non si tratta di vanità, superficialità o ricerca della perfezione. Chi ne soffre può percepirsi più grande, più ingombrante o più difettoso di quanto sia realmente.
Per questo motivo, anche quando il peso diminuisce o il corpo cambia, l'insoddisfazione spesso rimane. Il problema non è nello specchio, ma nel modo in cui il cervello elabora le informazioni provenienti dal corpo.
Negli ultimi anni le neuroscienze hanno evidenziato il ruolo di alcune aree cerebrali coinvolte nella percezione corporea, tra cui l'insula, una struttura che contribuisce a integrare le sensazioni fisiche, le emozioni e l'immagine di sé. Quando questo sistema si altera, la persona può perdere il contatto con la reale percezione del proprio corpo.
La dispercezione corporea può manifestarsi attraverso:
Controllo continuo del corpo allo specchio.
Confronto costante con gli altri.
Sensazione di essere "troppo" anche quando gli altri rassicurano.
Difficoltà a riconoscere i cambiamenti corporei reali.
Forte disagio nelle situazioni di esposizione, come il mare, la piscina o l'abbigliamento estivo.
Un aspetto importante da comprendere è che discutere con una persona sulla sua immagine corporea raramente è sufficiente. Dire "ma sei magra" o "non hai niente che non va" spesso non modifica la percezione interna.
Il percorso terapeutico mira invece a ricostruire gradualmente un rapporto più realistico e gentile con il proprio corpo, lavorando contemporaneamente sugli aspetti emotivi, relazionali e neuropsicologici che mantengono il problema.
La buona notizia è che la dispercezione corporea non è una condanna permanente. Attraverso un lavoro terapeutico adeguato è possibile imparare a vedere il proprio corpo in modo più realistico e sviluppare una relazione meno conflittuale con sé stessi.
Nel video qui sotto approfondisco il funzionamento della dispercezione corporea, il ruolo del cervello e le strategie che possono aiutare a interrompere questo circolo vizioso.crivi il tuo testo qui...